VAI IN FONDO ALLA PAGINA
La Commedia dell'Arte
Hanno i poeti questa volta dato del cul, come si dice, in sul pietrone, poi che il nuovo salone sverginato stato è da Zanni per lo guiderdone, onde delle commedie hanno acquistato la gloria tutta e la riputazione: così da i Zanni vinti e superati possono ire a impiccarsi i letterati.
Anton Francesco Grazzini
detto "il Lasca"
La Commedia dell'Arte, o cosiddetta Commedia all'italiana, pone le sue origini nella stagione più bella dell'arte nazionale, quella del Rinascimento. Non c'è corta prestigiosa che, oltre ad annoverare palazzi o cortili o gallerie o teatri progettati da grandi architetti e affrescati da maestri dell'epoca, non contempli tra i suoi doveri quello del mantenimento e della protezione di una compagnia di Commedia dell'Arte.
L'arte degli attori italiani del '500 e del secolo successivo non è seconda a quella dei grandi poeti come il Tasso, il Machiavelli, l'Ariosto e le sale teatrali si riempiono di spettatori ammirati. Eppure la commedia, nella sua semplice forma, arriva dalla piazza, dal popolo, dalle feste che, nei paesi come nelle città, fanno incontrare brigate e maschere giocose, come già accadeva nel Medioevo.
Ebbene, è questo il segreto della forza della Commedia dell'Arte: essere straordinaria sintesi dell'arte popolare che sa usare la poesia colta.
Fare ridere e sorridere il pubblico, con un duello, un'acrobazia, una danza e raccontare storie d'amore, di potere, d'intrigo e di conquista è un dovere: perchè così si fa del teatro una giocosa festa civile.
Eugenio Allegri